Intermezzo

La figura che arrancava lentamente nella notte una volta era un uomo. Il suo volto sfigurato, i lineamenti una maschera informe di carne piagata, la bocca troppo grande e con denti aguzzi, poteva in qualche modo ricordare la sua natura precedente, ma era solo un ricordo niente piú.
Le braccia protese in avanti, le mani lunghissime che terminavano con artigli al posto delle unghie, si agitavano senza controllo, non c’era un cervello a controllare quei movimenti, non un cervello umano.
Ogni passo era guidato da una sola cosa, l’istinto. L’istinto ferino del predatore, l’istinto del sangue.

Una volta era stato un uomo, aveva avuto dei pensieri e dei sentimenti, aveva amato ed aveva pianto. Aveva sperato ed aveva creduto, si era illuso, arrabbiato, stancato. Adesso tutto questo non sapeva nemmeno potesse esistere, tutto ciò che era stato prima o che sarebbe potuto diventare non esisteva. Esisteva lui ed esistevano le sue prede, Esistevano la carne ed il sangue. E gli piacevano. Il piacere era rimasto, un piacere distorto, aberrante, ma pur sempre piacere. Non poteva sentire stanchezza, non poteva provare rabbia, non credeva in niente e per niente si illudeva; i suoi occhi maligni erano privi di lacrime, il suo cuore non batteva piú. Il piacere della carne lo trascinava avanti, lo guidava verso altri disgraziati. Chi non veniva divorato diventava come lui. L’ombra che lo animava andava ad “accarezzare” i sopravvissuti. L’oblio eterno, senza ritorno.

La luna rossa illuminava le strette stradine tra i palazzi, gli schizzi di sangue sui muri e sui marciapiedi, le zanne e gli artigli, i corpi dilaniati e le viscere strappate. I vivi e i morti.
Incredibilmente niente sembrava fuori posto, tutto sembrava come doveva essere, come era sempre stato.

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23 risposte a “Intermezzo

  1. In realtà Ysingrinus è solo un mezzo: nemmeno lui lo sa, ma fa parte di un ingranaggio ben più vasto, del quale è una rondella come le altre. Gli va dato atto che l’ambientazione l’ha creata lui, così come quello stregone che stoltamente evoca un demone superiore pensando che basti un pentacolo a trattenerlo, e si accorge di non averne più il controllo solo quando si rende conto che quell’urlo di dolore straziante che sta sentendo, proviene dalla sua gola.
    Buona lettura!

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