“Oh… Il Diavolo” (quarta parte)

Fu esattamente in quel momento che lo realizzai. Fissavo il Mac. Fissavo il cavo di alimentazione. Fissavo la presa. Il cuore sembrava volermi scoppiare dal petto. Tutti i miei appunti. Mi precipitai alla scrivania e provai a ricollegare il cavo: il Mac si accese. Non mi era mai sembrato di attendere tanto tempo all’avviamento e sbuffavo inquieto, la tensione evidentemente percepibile dal viso, tanto che gli altri si chiedevano cosa mi stesse succedendo. Li ignorai. Cosa ne sapevano, questi, dei miei appunti?

Completamente andati. Tabula rasa.

Sbattei un pugno sul tavolo ed andai a guardare nell’armadio. Molti dei miei appunti erano in forma cartacea, ma ovviamente sparsi ed alla rinfusa. Erano ancora lì. Ci volle qualche istante prima che riprendessi il controllo di me.

Intanto Ronald aveva preso un foglio dalla scrivania e stava scarabocchiando qualcosa con la matita. Ci avvicinammo per guardare.

ombra

“L’Ombra”.

Aggrottai la fronte. L’avevo vista solo per alcuni attimi, ma fui certo, completamente certo, che aveva esattamente quell’aspetto.

Ma dove l’avevo già visto un muso del genere?

Mi spostai verso la libreria. Leggere i titoli dei libri mi aiuta a focalizzare il contenuto.

“La religione egiziana”. Afferrai immediatamente il volumetto e lo sfogliai con l’aria di sapere esattamente dove cercarlo. Seth. Scossi il capo. La somiglianza c’era, ma solo nel muso e nelle orecchie. Con una scrollata di spalle rimisi a posto il libro. Non aveva senso, ma sarebbe stato davvero bizzarro, per non dire paradossale, se un dio geloso di cinquanta miliardi di anni fa si fosse ingelosito perché io ho chiamato come lui il mio cane.

Fu proprio mentre armeggiavo coi libri che Ronald parlò, con voce insicura.

“Ho una storia da raccontare. Anche io ho un libro”.

Ah, fantastico. Il pupo sa leggere.

Dalla finestra ancora aperta sul cortile si insinuava un vento freddo. Gelido. Troppo, per essere una notte d’agosto. Ma, pensai, dopo quello che avevo visto, ben poche altre cose mi avrebbero turbato.

Mi sbagliavo.

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4 risposte a ““Oh… Il Diavolo” (quarta parte)

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