“Oh… Il Diavolo” (quinta parte)

Il ragazzo tirò fuori una storia strana, ma tipica dei ragazzini suggestionabili che, in cerca dell’avventura, e per riempire la loro triste e vuota vita, si lasciano trascinare in bizzarre rievocazioni occulte, senza comprendere pienamente né quello che fanno, né perché lo fanno.

Pare che qualche mese prima fosse stato accompagnato da un amico ad una seduta spiritica, in cui, tra effetti speciali di infimo ordine e colpi di scena degni del peggior Mandrake, fossero tutti scomparsi. L’unica cosa rimasta era quel libro, che ora aveva in mano. Un libraccio mal rilegato all’interno del quale erano descritte evocazioni demoniache, celebrazioni liturgiche col sangue di gatto e di lucertola… insomma tutto il mondo del paranormale condensato in una specie di bignamino per coglioni.

Ce l’aveva in mano e lo sfogliava con accanimento, manco fosse il Necronomicon.

Il Necronomicon!

Le suggestioni di quanto accaduto mi portarono istintivamente a guardarmi attorno guardingo, quasi aspettandomi di essere avvinghiato dal tentacolo di un polpo gigantesco.

“Basta”, dissi. Mi guardarono tutti con la faccia un po’ perplessa, quasi a dirmi che fosse stato per loro avrebbero subito smesso, ma evidentemente quello che stava accadendo non era colpa loro. Il tutto in uno sguardo.

Eppure… chi è questo ragazzo mezzo americano che entra in casa mia e mi racconta un sacco di palle su riti per adolescenti annoiati e mi propina un libraccio da quattro soldi?

“Via tutti, devo dormirci su”.

***

Passai una notte inquieta, popolata di polpi, amebe, meduse e strani esseri. Di sotto, sentivo Seth muoversi come un ossesso per ogni stanza. Nemmeno lui, piccola creatura, riusciva a dormire.

***

La mattina dopo mi venne in mente qualcosa: suggestione per suggestione, occorreva comprendere la natura di quei segni lasciati nel mio studio. Richiamai i miei forzati compagni d’avventura (perché potendo scegliere dei compagni di avventura avrei preferito una bionda mozzafiato da salvare dalle zanne di un vampiro, come nella migliore tradizione gotica, piuttosto che uno sbarbatello maruggese che balbetta e farfuglia) per radunarli a casa mia.

Qualche mezz’ora e qualche caffè dopo, nello scorrere le notizie di “Buongiorno Manduria”, ci imbattiamo in uno strano articolo.

 

Ragazza trovata morta sulla Via per San Cosimo

Alle prime luci dell’alba, un anziano contadino, S. C., mentre si recava nel suo vigneto ormai prossimo alla vendemmia, si imbatteva nel cadavere dilaniato di una ragazza. Avvisate tempestivamente le forze dell’ordine, il 74enne manduriano ne attendeva l’arrivo. I carabinieri intervenuti sul posto lo trovavano in evidente stato di shock. Dopo i rilievi, il corpo è stato trasferito in obitorio per essere ricomposto in attesa di eventuale perizia medica legale. Le autorità si sono chiuse nel più stretto riserbo sull’identità della giovane donna e sulle cause del decesso, ma si fa strada l’ipotesi di un’aggressione da parte di cani randagi, che ne avrebbero scempiato il corpo a morsi. Il magistrato intervenuto sul posto…

 

Un degno inizio per una giornata che si preannunciava già tutt’altro che normale. Con uno sguardo, io e Antonio telefoniamo nei rispettivi posti di lavoro. A me risponde Giulia, l’infermiera di turno, che mi spiega brevemente i dettagli di come quelli del 118 hanno trovato il corpo al loro arrivo. A lui, in commissariato spiegano che si tratta della cameriera del Pub… lo vedo impallidire, e quando ce lo riferisce, non possiamo far altro che fare due più due: lo avevamo intuito tutti che qualcosa non andava. Gregorio si lascia andare, sciorina una sequela di bestemmie ed imprecazioni come solo un manduriano verace può fare. Ronald sembra essere stato messo in un frullatore.

Ormai le suggestioni si mescolavano talmente fitte con la realtà che era difficile distinguere le une dall’altra. Non so più come né perché a qualcuno di noi venne in mente che, essendo ormai evidente una presenza quanto meno non umana, bisognava utilizzare strumenti altrettanto straordinari. Ronald e Gregorio si offrirono volontari per recarsi sul posto degli eventi della sera prima, per vedere se ci fossero segni di quanto successo. Antonio, finita la telefonata, decise che bisognava procurarsi acqua santa. Lo ripeteva quasi come un mantra: “acqua santa, acqua santa”. Con uno sbuffo, li guardai uscire tutti da casa mia, e mi lasciai scivolare su una poltrona; Seth accorse subito per appoggiare la sua enorme testona sul mio ginocchio.

Di lì a poco avrei scoperto quello che gli altri avevano fatto: Ronald e Gregorio alla Chiesa Madre e Antonio dai Passionisti… e ciò non avrebbe fatto altro che confondermi ancora di più.

Il mio scetticismo scosso fino alle fondamenta da un terremoto il cui epicentro pareva trovarsi esattamente a casa mia. Non sono cose che capitano tutti i giorni, mi dissi.

***

Ronald e Gregorio tornarono dalla Chiesa Madre con una mezza bottiglietta d’acqua santa trafugata dalla Chiesa Madre. Gregorio mi descrisse brevemente la sorpresa che avrei avuto se avessi utilizzato il liquido sulla macchia scura nello studio, così come aveva sperimentato lui stesso con Ronald pochi minuti prima. Con la fronte aggrottata, presi un tampone, lo intinsi nell’acqua santa e lo poggiai sulla sostanza scura e viscosa presente sul pavimento e sul muro. Una breve fiammata mi fece trasecolare. L’acqua santa bruciava letteralmente. Riprovai. Questa volta fui meno accorto e fu come se avessi lanciato una molotov: tutta la macchia si infiammò e scomparve rapidamente.

Nel frattempo, Antonio era tornato dai Passionisti senza essere riuscito a procurarsi l’acqua… ma mi alzai di scatto e decisi che era giunto il momento di far benedire la mia casa da un prete. In quel momento, la cosa mi sembrava perfettamente logica. Come avevo fatto a non pensarci prima?

Uscimmo tutti insieme da casa per andare a chiamare uno dei padri passionisti, il cui convento si trovava vicino casa mia. Sulla soglia trovammo uno strano invito. “Cerimonia di ricongiungimento spirituale, questa sera, a mezzanotte”, lesse Antonio. Sul retro c’era il disegno di una stella. Troppe cose, troppo in fretta. La mia mente sembrava quasi rifiutarsi di immagazzinare tutti quegli stimoli, di rielaborarli… Non riuscivo a trarre alcuna linearità in quello che stavo vivendo.

Annunci

5 risposte a ““Oh… Il Diavolo” (quinta parte)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...