Terzo intermezzo

Un altro vecchietto. Anche questo morto in modo strano. Una morte dolorosa si direbbe dalla sua espressione. È grottesca e ributtante, quegli occhi spalancati e gil angoli della bocca tirati… sembra uscito da un quadro di Bosch. Scommetto che anche questo avrà il cervello “rinsecchito”. Cosa sta succedendo a questi cazzo di vecchietti manduriani? È la televisione? È la solitudine? Scommetto che Giulio direbbe qualche stronzata in proposito, le dice sempre, con il suo tono saccente, ha studiato a Bologna lui, lui è un medico serio, lui. Cosí serio che sta in ospedale il minimo indispensabile, salta i turni, chiede permessi, non si fa mai vedere quello stronzo. Ed il lavoro sporco tocca sempre a noi poveri scemi che non abbiamo studiato fuori. Sempre avanti e indietro lungo questo triste corridoio, sentire le ruote che cigolano, che si bloccano all’improvviso, che lavoro disgustoso. Sempre morti, morti ad ogni ora. Questi qui poi, sono anche peggio, fanno anche piú schifo degli altri, uno schifo cosí schifoso che ti ipnotizza, gli occhi spalancati, le narici allargate, la fronte corrugata in questo modo, io non riesco a corrugare la fronte cosí, forse perché non sono vecchio, ma secondo me anche da vecchio non ci riuscirei. Invece questi hanno tutti la stessa espressione con le stesse caratteristiche, occhi aparti alla stessa maniera, fronte con tantissime rughe. Troppe rughe. Bocca spalancata con le labbra tirate, hanno tutti una bocca enorme. Non è la televisione, non  è neanche la solitudine. A furia di guardare questi maledetti vecchiacci divento anche io un investigatore, come Giulio e i suoi discorsi del cazzo.

Rantolava o è stata una mia impressione? Dio come odio questi turni di notte, sono sempre l’ultimo stronzo a rimanere qui, sempre il fesso che viene fregato da tutti ed ora mi faccio fregare da me. Non rantolava. O rantolava? Era il cigolio delle ruote e il fatto che sono solo, ho sentito quello che non volevo sentire, è quella cazzo di faccia, quell’espressione da Bosch. Anch’io ho studiato, faccio questo lavoro di merda ma ho studiato anch’io, certo non ho frequentato l’università ma non per questo sono scemo. Non ha rantolato. È morto e stramorto, morto come tutti gli altri, morto come tutti lo saremo… ma se non fosse veramente morto? Non ci sono casi di morte apparente? Magari sembra morto ma non lo è, come nelle cose della settimana enigmistica. Forse anche gli altri non sono morti. Non erano morti. Adesso saranno morti per forza. Credo. Come odio questo turno.

Certo che è brutto forte, sono brutti forte, tutti insieme qui, fanno un certo effetto, non spaventoso come credevo. Mi sto abituando, è un brutto bello, uno di quei brutti che non ti stancheresti mai di guardare, un brutto che vuol dire qualcosa, un brutto che comunica, la rivalsa dei brutti. La rivalsa grazie ai brutti. Tutto quello che ho sopportato, tutto quello che devo sopportare. Perché lo devo sopportare? È come se questi morti in qualche modo mi ispirano, come se ora so cosa fare. Ora. Fare.

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6 risposte a “Terzo intermezzo

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